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RICETTARIO PER UNA CENA ROMANA |
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| Antiche storie di viti e di vini | ||
| Ricettario per una cena romana | ||
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e-mail: galterredimarca@gmail.com |
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A
cura di Giampiero Rorato Gli abbinamenti dei vini sono di massima e quindi solo indicativi, poiché il perfetto abbinamento dipende da come realmente è fatto il piatto e si deve poi tener presente che lo stesso vino varia da produttore a produttore e da zona a zona. |
Ricettario Romano e preparazione attuale
Libum |
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“Sciogli bene in un mortaio due libbre di formaggio. Quando lo hai sciolto completamente, impasta bene col formaggio una libbra di farina o, se lo vuoi più leggero, con mezza libbra. Aggiungi un uovo e di nuovo impasta tutto attentamente. Forma la pagnotta, ponila sopra un letto di foglie e falla cuocere lentamente in un forno caldo”. (Da: Catone, De agricultura).
Versione
attuale
Vini |
“Lava le acciughe, sbatti le uova come per la frittata e immergivi le acciughe. Metti in una casseruola garum, vino, olio e fa bollire. Quando il composto bolle immergivi le acciughe. Come risultano cotte da un lato girale delicatamente. Levale, bagnale con oenogarum di vino comune, cospargi di pepe e servi.” (Apicio)
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“Per le cozze: garum, porro tritato, cumino, vino passito, santoreggia, vino. Allunga questo composto con acqua e fa cuocere in questo le cozze.” (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
“Dopo aver tolto i tentacoli, batti i calamari sul tagliere, com’è abitudine (nell’antica Roma). Pesta con cura la polpa nel mortaio insieme a garum, poi forma delle polpette.” (Apicio)
Versione
attuale
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“Unite 20 libbre d’orzo a 3 libbre di semi di lino e mezza libbra di coriandolo, oltre ad un acetabolo di sale.” (Da: Plinio, Storia Naturale)
Versione
attuale
Vini |
“In Taso compra lo scorfano che non sia più lungo del tuo braccio. Non prenderne mai uno più lungo”. (Da: Orchestrato, riportato da Ateneo)
Versione
attuale
Vini |
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“ Farcisci le seppie cotte così: pesta del cervello lesso con pepe, mescolavi uova crude quanto basta, del pepe in grani, delle polpettine piccolissime; poi cuci e metti in una pentola con acqua bollente in modo che la farcia cuocia e indurisca”. (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
“Pepe, levistico, prezzemolo, menta, origano, tuorlo d’uovo, miele, garum, vino passito, vino secco, olio d’oliva. Se vuoi, aggiungi senape ed aceto. Se vuoi la salsa calda, aggiungi uvette.” (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
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“Taglia le braciole fino alla pelle ma senza intaccarla. Trita pepe, levistico, aneto, cumino, silfio, una bacca di alloro, bagna con liquamen, strofina bene e metti tutto in una teglia con le ofellae. Falle stare nella marinata per due o tre giorni. Poi prendile, infilale negli spiedi e metti al forno. Quando saranno cotte, dividi le braciole una dall’altra e fai a parte una salsa con pepe, levistico, liquamen, vino passo per addolcire. Fai bollire, quando bolle, lega con amido. Condisci le braciole e servi”. (Apicio)
Braciole
all’ostiense (versione attuale)
Vini
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“Prima di cuocerlo, accomodarlo e legarlo: pepe, ruta, santoreggia, cipolla, un po’ di timo, bagnare la carne con liquamen e farlo marinare; metterlo in forno in una teglia con olio. Quando sarà cotto, versare nella teglia il seguente condimento: santoreggia, cipolla, ruta, datteri pestati nel mortaio e allungati con liquamen, vino, caroenum, olio e fatta addensare bene la salsa, impiattarlo su un piatto tondo, spolverizzarlo di pepe e servirlo.” (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
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“Cuoci del
fegato, aggiungi pepe o garum o sale, unisci olio – utilizza fegato
di lepre, capretto, agnello o pollo – e, se vuoi, dagli la forma di
un pesce. Versa sopra dell’olio crudo.” (Apicio)
Vini |
“Fa gli encyti allo stesso modo dei globi, ma usa un recipiente che abbia un buco sul fondo e attraverso esso spingi l’impasto nello strutto bollente, facendolo cadere a spirale e guidando e mantenendo la spirale a posto mediante due bastoncini. Quando sarà pronto, spalmalo col miele e fallo colorare a caldo moderato. Servilo con altro miele o con vino dolce”. (Da: Catone, de agri cultura).
Versione
attuale
Vini
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“La carne è arrostita nel forno, senza salsa, cosparsa di abbondante sale. Prima di servirla cospargila con miele e portala in tavola”. (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
“Vitello in padella: pepe, levistico, seme di sedano, cumino, origano, cipolla secca, uva passa, miele aceto, vino, garum, olio, defrutum.” (Apicio)
Versione
attuale
Vini |
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“La farinata
alla cartaginese si cuoce così: metti in acqua una libbra di alica e
falla ammollare bene. Versala poi in un catino pulito e aggiungivi
tre libbre di cacio fresco, mezza libbra di miele e un uovo:
incorpora tutto bene. E così versa il miscuglio in una pentola
nuova.” (Da: Catone, de agri cultura)
Versione
attuale Altra versione: Ammolla in acqua 2 tazze di grano battuto (chiamato anche pilpil e cuscus, reperibile nei supermercati), poi mescolalo agli altri ingredienti e fa cuocere come sopra. NB: puoi servire questa seconda versione come antipasto, non aggiungendo miele ma qualche erba aromatica.
Vini
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“Fai così i globi: Mescola del formaggio fresco con alica. Tu deciderai quante ne vorrai fare. Metti strutto caldissimo in una padella di bronzo. Friggi i globi uno o due alla volta e, aiutandoti con due bastoncini, falli girare spesso su di loro. Quando sono cotti tirali fuori, bagnali nel miele e poi spolverizzali con semi di papavero e così li servirai.” (Da: Catone, De agri cultura).
Versione
attuale NB: Volendo, al posto di passarli al miele e spolverizzarli di semi di papavero, puoi rivoltarli nello zucchero e sono pronti. Se vuoi servirli come antipasto, una volta tolti dall’olio spolverizzali di sale e pepe macinato.
Vini |
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