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LE STRADE ROMANE |
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| Le strade romane | La via Annia di Tito Annio Rufo | I ritrovamenti | |
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archeologia e turismo La Via Annia e il "Premio Altino 2008" |
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e-mail: galterredimarca@gmail.com |
![]() Passo Praderadego -TV. La via Claudia Augusta spianata in quota.
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Le strade romane Le principali caratteristiche nel tracciare una strada erano tre: in linea retta, il percorso rilevato e la permanenza in quota. La linea retta era derivata dalla priorità assoluta data al raggiungimento più rapido possibile del punto d’arrivo, mentre per il percorso rilevato e in quota era determinato da motivi di sicurezza al fine di evitare imboscate e attacchi di sorpresa. Le tecniche costruttive si dividevano in tre tipi: le viae terrenae (in terra battuta), le viae glarea stratae (con copertura di ghiaia), e le viae silice stratae (strade lastricate). Nei percorsi invece che percorrevano le paludi, le valli e i passi montani il tipo di tecnica costruttiva variava a seconda della morfologia del terreno. Tra le più importanti infrastrutture realizzate nelle strade romane, considerate come vere e proprie opere d’arte, erano i ponti e i ponti-aquedotto.
Le strade alle
porte di Altino La strada basolata nella città di Altino era stata costruita con la tecnica viae silice stratae, mentre la Via Claudia Augusta era stata costruita con la tecnica viae silice stratae nelle vicinanze della città e di un poderoso terrapieno con percorrenza verso la pianura trevigiana.
Costruzione
di una strada lastricata
Sul fondo del
gremium veniva poi gettata una massicciata di pietre (B) (statumen),
alta dai venti ai sessanta centimetri e legata con malta ed argilla, che
doveva servire da fondazione della strada, e sopra questa uno strato di
pietrisco e di frammenti di cotto (C) (ruderatio o
rudis), per rendere più solido il tutto e per il drenaggio
delle acque. La ruderatio veniva quindi ricoperta da uno
strato di sabbia (nucleus) sul quale infine era inserito il
pavimento stradale (D) (summa crusta o pavimentum)
composto di grosse lastre di pietra (basoli). Alcune viae erano
anche fiancheggiate dalle crepidines, due corsi di pietre che
servivano a delimitare il piano stradale, e dai gomphi,
cioè da paracarri. |
![]() Sistema stradale dell'Italia settentrionale romana: in verde la via Annia.
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| La
groma La groma serviva all’agrimensore per tracciare linee rette sul terreno. Lo strumento consiste di due bracci a croce fissati con un perno a un sostegno verticale. All’estremità di ciascuno dei bracci era appeso un filo a piombo. L’aiutante si poneva a una certa distanza con un paletto, e lo piantava nel terreno secondo le indicazioni del geometra, il quale traguardava lungo uno dei bracci della groma. |
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