LA STRADA DELL'AGOZZO o LAGOZZO
Leonardo Trevisan

Le strade romane

La via Claudia Augusta

Testimonianze

Ipotesi a confronto

La strada dell'Agozzo Terrazza Claudia Augusta

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 CLAUDIA AUGUSTA (Strada dell’Agozzo o Lagozzo)           
Tracciato ancora evidente da Altino alla Treviso mare.              


 4 2004 La Claudia Augusta destinata a coltivazione.

 
4
1999 La Claudia Augusta destinata a coltivazione.


 3 Musestre.
 Fornace costruita sulla Claudia Augusta. Utilizzò  l'antico 
 tronco d'argine della strada romana per la costruzione di
 mattoni.

 Il campanile della chiesa di Musestre allineato con l'asse
 centra
le della Claudia Augusta.


 3 Musestre. 1939. A. De Bon.
 Resti della Claudia Augusta verso Altino.


 2 Quarto d'Altino - Musestre
 Punto dove la Claudia Augusta oltrepassava il fiume Sile.
 Sul fondale pezzi grandi di marmo.


 1 Quarto d'Altino - Altino
 Il dislivello tra la Claudia Augusta e il basso terreno ad uso 
 agricolo.
 

 1 Quarto d'Altino - Altino Resti della Claudia Augusta.


© L. T.

In passato, prima della realizzazione delle strade romane, i collegamenti e le
vie di comunicazione si servivano essenzialmente dei fiumi, delle pianure, dei solchi vallici e di altre agevolazioni naturali.
Con i Romani ogni spostamento in Italia e all’estero divenne più rapido e
sicuro grazie ad un importante assetto viario che condizionò la nascita di
nuovi centri abitati, agevolò militarmente le truppe e in particolare facilitò gli scambi  commerciali.
Una delle strade romane più importanti è la Claudia Augusta Altinate con partenza dalla città di Altinum e diretta al flumen Danuvium.
Oggi, appena fuori dal perimetro urbano dell’antica Altino, è ancora visibile uno stralcio del tracciato rettilineo dell’antica via. La Claudia Augusta, chiamata anche Strada dell’Agozzo o Lagozzo, prosegue fino all'attraversamento del fiume Sile e subito dopo si inoltra nella  pianura della Marca Trevigiana dove, tra l’attuale Musestre e Olmi sono ancora presenti alcune parti del tracciato.
Dopo Olmi invece le tracce si perdono quasi completamente fino al Piave.
Nei pressi dell’attuale Villorba la Claudia Augusta incrocia la via Postumia che, costruita nel 148 a. C. dal console Spurio Postumio Albino, collegava il mar Ligure all’Adriatico e Genova ad Aquileia.
 

Passaggio della Claudia Augusta sul fiume Sile

FILIASI J., Memorie storiche de’ Veneti primi e secondi, II, Venezia, 1796,
pp. 259 - 263. 
 

“… Fino al Sile, la strada continua poi quasi intatta, ma poco più alta de’ campi
vicini terminando in faccia all’antico villaggio di
Musestre. Ricomincia poi oltre
il fiume, ma in riva a questo fu disfatta da lungo tempo per fabbricarvi la
chiesa del luogo suddetto. La chiesa in fatti sta nel luogo dove passava la via. Ricordansi gli abitanti, che per formare i fondamenti di quella chiesa, dovettero con istento rompere uno strato durissimo composto di sassi e di calcina, che giaceva poco al di sotto della presente superfizie del suolo. Simile intieramente era a quello, che sulla esterna faccia rimane della via di qua del fiume, sicchè pare che lo
statumine non fosse al di sopra dello stesso, ma vi fossero prima altri strati rimasti poi distrutti.

In conseguenza anche di qua del Sile la via potè essere assai più alta di quello che ora si vede. In fatti di là del fiume e sopra la chiesa di  Musestre la  strada  ricomparisce formata a guisa di argine elevato, e la facilità delle allagazioni in que’ luoghi  induce a credere per ciò, che anche di qua e fino alla laguna ad argine pure ella fosse formata. Se così fu, il mastrico ora esterno avrebbe formato allora quasi il nucleo di questa bella via fino ad Altino per tre miglia.

A Musestre poi vi è motivo di credere, che solido e magnifico ponte esistesse, il quale attraversava la Piave fluente un tempo per l’alveo odierno del Sile. La larghezza e velocità di questa richiedea certamente così, ed è osservabile, che quantunque né ponte ivi siavi, né traccia menoma di ciò, pure antichissima e costante tradizione corre presso gli abitanti, che vi fosse un grandioso ponte. Meraviglie anzi ne dicono, e niente meno, come se di bronzo fosse stato costrutto, (strana idea) ma che derivare potrebbe dalla solidità e grandezza antica dello stesso. Aggiungasi che il Sile è di grande profondità in quel luogo, e fui assicurato da molti, che tasteggiando il fondo del fiume con lunghe pertiche si toccano e si sentono là giù de’ pezzi ben grandi di marmo e di pietre.

Avanzi potrebbon essere del ponte o distrutto nelle irruzioni de’ barbari, o profondatosi quando il paese in grazia di queste rimane abbandonato. Vi può aver avuta colpa anche la qualità del suolo spesso colà acquoso e mal fermo, per cui assorbe e ingoja corpi assai gravi. Certamente che la via volea colà un ponte, e lo volea solido e massiccio, perché l’alveo della Piave ivi era quasi 20 piedi profondo.

La strada poi ad argine da Musestre prosegue a correre verso il nord. L’argine vedesi alto più di 20 piedi, e avente larga base. Un miglio circa dopo Musestre, le piogge avendone squarciato un fianco, io vi entrai, e vidi come posava sopra di un massiccio muro formato di mattoni commessi in calce. Il muro serviva dunque di base all’argine sulla superfizie della campagna. Non ebbi allora né il tempo, né il modo di meglio esaminare l’intera costruzione di tal via, fabbricata colla massima grandiosità. In fatti ella conservasi ancora, benchè abbandonata da dieci secoli almeno. 

Dopo un miglio circa  vicino ad  essa trovasi un villaggio chiamato S. Michele  del Quarto  che esisteva  pure ne’ tempi romani, e perché posto alla IV miliaria venendo da Altino, ad quartum chiamavasi. Era tal luogo abitato anche nel 996, l’Imperatore Ottone III e il Doge Pietro Orsello avendovi stabilito un mercato tra i Veneziani e i sudditi del Regno italico. Vi si scopersero delle urne cinerarie, ed altre anticaglie, e tra queste le due lapidi seguenti:

1.  TEXINI. MAXIMI CAECILIAE IVSTAE IN. F. P. LXV. R. P. LV. 

2.  L. CETHEGO L. F. SECVNDO L. CETHEGVS. L. L. PRISCVS.
    IN. F. P. XV. R. P. XXX.

Vi trovarono anche de’ sarcofagi latericcj con dentro scheletri, ed una larga tavola marmorea con greca iscrizione, e del tempo io credo quando Altino rifatto dopo il 452, in cui Attila ruinollo, non era caduto ancora in potere de’ Longobardi, come fu verso il 641” .


Strade romane e scavi di Altino. Archivio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti n°224. Commissione per lo studio delle strade romane.

 

Colto da malore l'Imperatore LUCIO VERO lungo la strada dell'Agozzo in prossimità di Musestre.

A titolo informativo ricordiamo che il Filiasi colloca a Musestre la morte dell'imperatore Lucio Vero.

FILIASI J., Memorie storiche de’ Veneti primi e secondi, II, Venezia, 1796, p. 262. 

"Vedremo nella Storia come tre miglia prima di arrivare ad Altino, mentre nello stesso cocchio viaggiavano Marco Aurelio e Lucio Vero Impreratori, questo secondo colpito da apoplessia fu tratto dal carro, e sulla via stessa salassato. Ciò dunque successe a Musestre."

Questo avvenne nel 169, mentre Vero e Marco Aurelio rientravano a Roma dal fronte orientale dove una campagna militare stava combattendo contro gli Alamanni ed i Marcomanni penetrati nei territori di Roma.

Lucio Ceionio Commodo Vero (15 dicembre 130 - 169), più noto semplicemente come Lucio Vero, fu co-Imperatore con Marco Aurelio, dal 161 al 169.

 


Lucio Vero. Imperatore Romano
 

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